Le fate poetiche

giovedì 13 settembre 2007

LA PARTITA A PALLONE


Carlo venne svegliato da un raggio di luce penetrato da uno dei fori della serranda.
Una volta vestito scese le scale e andò in cucina, dove trovò la colazione già fatta e i suoi amici che lo aspettavano fuori:
- Carlo, ti va di fare una partita in piazza? – chiedevano, mostrandogli il pallone. Lui naturalmente disse di sí, ma era preoccupato; cosa gli avrebbe detto il signor Ruggeri, se li avesse visti giocare di nuovo a pallone in piazza, proprio davanti alla sua tabaccheria? L’ultima volta la palla era andata a finire in testa ad un suo cliente, che poi cadde a terra svenuto (reazione esagerata, no?). Quando arrivarono alla piazza formarono le squadre, e dopo lunghi litigi (nessuno voleva in squadra con sé Peppino, il meno forte), decisero di mettere Silvio, Gianluca, Peppino e Clara nella squadra n°1, e Carlo, Marcella, Gabriella e Prisca nella squadra n°2. Così andava bene, perché ogni squadra aveva due persone più brave (per la squadra n°1 Silvio e Gianluca, mentre per la squadra n°2 Carlo e Prisca, che anche essendo una femmina era forte lo stesso).
Dopo una ventina di minuti erano pari: 1-1, ma poi Carlo tirò una bomba a Silvio (il portiere) che non riuscì a parare la palla e indovinate dove andò a finire? Addosso al vetro della tabaccheria del signor Ruggeri!
- Ops… -

Isola95

UNA GIORNATA IN MONTAGNA




La famiglia Rossi abita in un grazioso paesino di montagna.
Il papà si chiama Marco e fa il dentista,è un tipo gioioso e allegro ed ama il suo lavoro; la mamma si chiama Cristina, adora gli animali,ma anche fare shopping; lavora in ufficio. Hanno due figli: Giorgia che ha otto anni e Lorenzo che ne ha sei.
Era arrivata l’ estate e i Rossi decisero di andare a fare un’ escursione in montagna. Il giorno stabilito si svegliarono di buon mattino, presero la macchina e andarono fino alla funivia. Una volta saliti in quota si incamminarono lungo un sentiero, cammina cammina giunsero in un bellissimo prato dove decisero di accamparsi. Quando ebbero finito l’ottimo e gustosissimo pranzo al sacco che aveva preparato Cristina i genitori si misero a riposare e, come due lucertole si lasciarono scaldare dal sole, mentre i loro due eccitatissimi figli andavano ad esplorare il prato. Giorgia si mise a raccogliere fiori per la mamma ed ebbe un gran daffare, visto che nel prato di fiori ce ne erano tanti e tutti bellissimi. Lorenzo invece andava rincorrendo grilli e cavallette per tutto il prato e alla fine per quanto aveva corso si addormentò ai piedi di uno splendido albero dal tronco cavo ed accogliente.
I suoi genitori dopo un po’ che lo chiamavano senza ricevere risposta, cominciarono a preoccuparsi, ma quando lo videro tornare con un’espressione da angioletto stampata sul viso e la sua scatolina piena di grilli che concertavano tutti insieme, non seppero sgridarlo, anzi scoppiarono tutti in una grossa risata.
Alla fine della giornata ripercorsero il sentiero da dove erano saliti,presero la funivia e stanchi tornarono a casa (insieme ai grilli!).

Bibi :-)

mercoledì 12 settembre 2007

Gigi e il Tip Tap


Gigi era un uomo abbastanza distratto. Infatti, dimenticava spesso la caffettiera sul fornello a gas, le bollette sul tavolo e quando doveva chiamare qualcuno al telefono subito si dimenticava chi. Un giorno però mentre passeggiava per la strada, vide qualcosa che richiamò la sua attenzione, che gli fece strabuzzare gli occhi, un ragazzo per la strada vestito con pantaloni e camicia a maniche corte bianchi, con sopra uno scintillante gilet fucsia. L' abbigliamento, però, non era l' unica cosa che lo sorprendeva, quello che lo affascinava di più era come il ragazzo muoveva i piedi a ritmo di Tip Tap con una velocità impressionante. Gigi, così affascinato dal ragazzo, restò a guardarlo per almeno un' ora; finché prese coraggio e gli chiese il suo nome. Il ragazzo rispose dicendogli di chiamarsi Paolo e di venire dalla scuola di danza di Mademoiselle Povlova dove si insegnava anche il Tip Tap. Gigi ringraziò il ragazzo e se ne tornò a casa. Tornato a casa, ripensò a Paolo e alla scuola di Tip Tap e più ci pensava più aveva voglia di imparare a anche lui a ballare. Un giovedì pomeriggio andò alla segreteria della scuola e gli dissero di presentarsi il martedì successivo nell' aula 12 con un paio di scarpette da Tip Tap, dei pantaloni corti e una maglietta. Quel martedì, distratto com' era, sbagliò strada almeno cinque volte e arrivò alla scuola venti minuti più tardi e nell' aula sbagliata. Dopo essersi ricomposto, entrò nell' aula 12 e vide che una signorina, di circa trent' anni dagli occhi verde bottiglia,stava già insegnando alcuni passi di Tip Tap agli altri alunni del primo livello. Gigi notò che quasi tutti erano ragazzi e lui rea l'unico a superare i vent' anni. Dopo che i ragazzi ebbero finito di fare gli esercizi di Tip Tap, Gigi entrò nell' aula e dopo di lui entrano altri tre ritardatari ed allora la signorina si presentò e disse di essere Mademoiselle Povlova. Mademoiselle disse che alla fine del corso gli alunni si sarebbero dovuti esibire in un saggio; dopodiché iniziò la lezione. All' inizio Gigi trovò molta difficoltà nel Tip Tap: gli si impicciavano i piedi, non riusciva ad andare a tempo e le scarpe lo facevano scivolare ma lui non si dava per vinto e continuava ad esercitarsi. Così passo dopo passo, arrivò il giorno del saggio e Gigi, emozionato,fece il suo numero inciampando e scivolando. Il pubblico però lo aveva preso in simpatia e dopo che lui ebbe finito lo applaudirono clamorosamente e Gigi, soddisfatto del corso, continuò a ballare e divenne il più bravo di tutta la scuola.

The Phoenix

LA FESTA PROIBITA

I gemelli più pestiferi della città si chiamavano Chiara e Andrea. Avevano sette anni e ne combinavano di tutti i colori.
La madre dei gemelli invece era una persona molto ma molto precisa e si vergognava del comportamento dei suoi figli.
Tutte le persone del quartiere dicevano: - Chissà chi è la madre di quei vandali?
E non parliamo della camera dei gemelli, sembrava un accampamento indiano. Un giorno i bambini tornarono da scuola e, con ancora i grembiuli addosso, dissero alla madre che una loro compagna aveva organizzato una festa il giorno dopo.
La mamma senza esitare proibì ai suoi figli di andarci. Disse:
- Bambini miei, io non posso mandarvi alla festa perché siete troppo monelli. Non voglio fare brutta figura davanti ai genitori dei vostri compagni!
I bambini tennero il muso per tutta la giornata e la sera quando i genitori andarono a dormire si misero ad escogitare un piano per andare alla festa.
Il giorno dopo, quando tornarono da scuola, andarono dalla madre in cucina, la bendarono, la portarono nello studio del padre e la legarono alla loro adorata sedia rossa.
I bambini, molto irritati, le levarono la benda e subito dopo, la mamma vide che si erano travestiti da indiani.
La mamma aveva il terrore degli indiani, infatti non era mai riuscita a vedere tutto il film di “Peter Pan”. Aveva paura degli archi e delle frecce che teneva in mano Andrea.
Alla fine la madre si arrese, venne slegata e mandò i suoi figli alla festa, pregandoli di comportarsi bene.
Per fortuna i gemelli non combinarono guai e fecero fare bella figura alla mamma. Da allora i gemelli si comportarono sempre in modo educato e le persone del quartiere cambiarono la loro opinione sui gemelli pestiferi.

Ermia_95

domenica 9 settembre 2007

Dalla Francia con sudore....

...ma non per il caldo, perché il tempo è stato quasi sempre piovoso (la peggiore estate degli ultimi 60 anni, secondo i giornali locali); sudore per gli oltre 2.600 km fatti per girare la Francia settentrionale (Piccardia, Champagne, Normandia e Bretagna). Che indigestione di cattedrali, Notre-Dame di qua, Notre-Dame di là, tutte bellissime chiese gotiche o romaniche, per non parlare dei castelli e delle abbazie. Tante le città visitate: Reims, Amiens, Rouen (con il cuore di Riccardo Cuor di Leone e la piazza dove è stata bruciata Giovanna D'Arco), Caen, Mont St. Michel con le sue maree e Carnac con i suoi menhir. A proposito di menhir, oltre la cultura anche un po' di sano divertimento: l'ultimo giorno siamo stati al Parc Asterix, che ricorda il piccolo villaggio che ha resistito ai Romani. Siamo stati su molte attrazioni, come le galere romane o i calderoni rotanti. Niente montagne russe invece, mia madre era pietrificata dal terrore e così io e mio padre abbiam dovuto rinunciare. Il mangiare? Buono, ma troppe salse; per fortuna in Bretagna grandi scorpacciate di pesce. Ora però ho bisogno di una bella spaghettata!
Ibra 95

mercoledì 5 settembre 2007

TORINO...


Caro diario,
lo scorso week-end sono andata a Torino con i miei genitori. Era da tanto tempo che desideravo visitarla.
Dovevamo andare a Torino per un matrimonio che si svolgeva domenica e siamo arrivati venerdi. Quindi il sabato era libero e ne abbiamo approfittato per fare un giro nel capoluogo piemontese.
Sabato sono andata finalmente nella Mole Antonelliana, dove ha sede il Museo del Cinema, e ho preso l'ascensore panoramico. L'ascensore panoramico era di vetro e mi ha portata al balcone a ben ottantacinque metri da terra! Dal balcone potevo ammirare tutta la città di Torino.
Mi hanno colpito molto i tetti dei palazzi con tegole rosse. Secondo me è proprio il rosso delle tegole che dà un pizzico di colore al paesaggio di Torino.
Le strade torinesi sono meravigliose, tutti i negozi si trovano in vere e proprie gallerie.
I ponti sul Po sono molto romantici, sono arricchiti da vasi di fiori colorati.
La città di Torino è molto pulita e al centro della città ci sono tantissime isole pedonali!
Torino di sera è magica perchè tutti gli edifici, compresa la Mole Antonelliana, sono illuminati.
Questo week-end a Torino è stato meraviglioso e non vedo l'ora di ritornarci, magari per una vacanza un po' più lunga!
A presto diario.

Ermia_95

martedì 4 settembre 2007

Vacanza finita...

Caro diario,
sono appena tornata dal mare e solo oggi mi sono resa conto che sta per iniziare la scuola.
L'estate è passata così in fretta che non mi sono accorta che tra pochi giorni potrò rivedere i miei compagni e le professoresse.
Al mare si stava benissimo e mi sono divertita molto. A Nettuno ho una villa con un grande giardino a cui sono molto affezionata perchè l'ha fatta costruire mio nonno tanti anni fa. In più quest'anno c'erano anche i miei zii che hanno affittato una villetta vicino alla nostra.
Io e i miei cugini abbiamo giocato sempre insieme, ci siamo fatti tanti bagni, tirandoci la sabbia e schizzandoci con l'acqua. Abbiamo giocato con i racchettoni, con la palla e abbiamo costruito un bellissimo castello in riva al mare che è stato fotografato da molti villeggianti.
Ora purtroppo l'estate è finita e devo cominciare a pensare alla scuola più seriamente... ma per fortuna presto rivedrò i miei compagni.

ISA_95